Gymnopedie

di Giovanni Petta

tubi_080412

Tutta nel ricordo corre e passa
la mattina penultima d’agosto,
sprofonda e pesa nelle note gravi
e in quelle acute si solleva e freme
come in uno slancio ultimo d’estate.

Passano le macchine degli uomini soli
delle donne che corrono al lavoro
per fuggire da case maledette
con noie preoccupate trasportate
in abitacoli di musica e profumi.

Io me ne resto immobile, randagio
con i capelli sfatti dalla notte,
nelle mutande di chi si vive solo,
a leggere in penombra, dentro il bagno,
un manuale intelligente dell’Ikea.

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