Flavors of Entanglement

di Giovanni Petta

Entangled-Atoms

Certo che lo so, non sono pazzo,
la poesia non servirà a guarire
né a rendere diverso questo tempo.
E serve poco anche a ricordare

perché mentre lo scrivi, quel momento
diventa cosa nuova, si ricrea
e non è più lo stesso. Si ritrae
persino nella foto da scattare.

Ma delle mani tue, della tua pelle
del suono della voce e le parole
che ancora mi raggiungono di notte

cosa ne faccio? Le lascio a sbiadire
nel buio polveroso del passato?
E l’abbraccio che tengo ancora addosso?

Il pane di Milano

di Giovanni Petta

bar basso milan negroni envy

Dire che sei un pensiero ricorrente
è poco se mi voglio un po’ sincero
…pensare che le frasi che ti scrivo
le usi come lama per tagliare…

Preparo il pane, faccio il panettiere
farina, acqua e lievito del cuore
e forza delle mani; impasto e impreco
e poi semplicità da sprofondare

Lo faccio con le cose che so fare:
con le parole ed il rimescolare
di una sintassi che mi fa impazzire

Preparo il pane e poi lo metto in forno
e quando è caldo sentine il profumo
Taglia se vuoi: che niente vada perso

La fabbrica delle verità

di Giovanni Petta

salvato dalla musica

Non ho la verità ma cose vere
che vengono a trovarmi dentro i giorni
che passo a rivedere le parole
di chi diceva di essere nel giusto.

Ho visto padri – chinati alla violenza
di donne senza scrupoli e agghindate
per vendersi al mercato del potere –
rimare accuse false e inconsistenti

contro altri padri – figli accarezzati –
e poi far finta, come fosse niente,
che tutto nella vita è gioco e infamia.

Non ho la verità ma cose vere
che passano sui figli e sopra i padri
…attese senza resa e sanza scampo.