Four years ago

di Giovanni Petta

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Sanno di poco assai gli anniversari
nient’altro che quel po’ di nostalgia
che provi in piena notte dopo il tango
nel cambio delle scarpe e fuggi via

Poi nel ricordo dimentichi persino
la strada tutto solo del ritorno
trattieni solo il bello, lucentezza
di abiti e d’abbracci strepitosi

Del tempo di cui arriva la scadenza
in questo giorno amaro di Novembre
non riesco a cancellare il sottostare

al falso, all’uggia ascosa penetrante
la luce sempre in ombra del parlare
la vita sbrindellata senza amore

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30 novembre 2012 – Memory

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Heathrow

di Giovanni Petta

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La foto tua, con me, che sorridiamo
ho dato in mostra a una delle amiche
con cui a lungo e bene ho chiacchierato
in questa sera obliqua di novembre

Le ho detto: “Forse ora è in areoporto,
che freme di imbarazzo da valigia
o forse è ferma eterna innamorata
di un fatto vero oppure di un ricordo

E io sto qui, la osservo da lontano
senza vedere e senza ostacolare
la forza e l’energia degli anni suoi

Che senso avrebbe stare nel mio tempo
senza capire che niente mai si sposta
dal corso che ha tracciato l’Universo?”

London

di Giovanni Petta

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Vorrei che non finisse questo viaggio
il tuo volare sola che mi prende
che mi emoziona mentre sto da solo
a far da cura al cuore e alla distanza

Non so davvero cosa stai facendo
né riesco a immaginare la tua bocca
parlare cose finalmente nuove
negli occhi di perfetti sconosciuti

Vorrei che non finisse il sentimento
di quest’attesa tenera e sospesa
che non prevede mete e compimenti

La vita mia è un ponte da lanciare
da sponda che non serve e che non tiene
verso orizzonti sempre più lontani

Soho

di Giovanni Petta

soho

Da questa parte il senso del respiro
è controllato, quasi regolato
appena acceso, al minimo tenuto
ma senz’accenno mai di spegnimento

Ti osservo da lontano senza l’ansia
di chi non dorme e attende sveglio l’alba
Scrivo. Scandaglio il cuore della vita
e cerco le risposte mai trovate

E tu ci sei, nel fumo sospirato
che nella notte fa da compagnia
alla serenità di ogni mio pensiero

Ti aspetto senza avere appuntamenti
con la bellezza che da te si muove
e corre verso il cuore del futuro

Off

di Giovanni Petta

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Lo sai che non capisco a volte il grido
di ciò che viene fuori da novembre
o dal caffè su un tavolo di legno
da un fiore vero oppure immaginato

che messo là senza che sappia come
s’inorgoglisce e un po’ si spara pose
e poi m’intenerisce e mi emoziona
sapendo io che ora è quasi inverno

e tutto torna e niente torna uguale
Ci sarà neve e primavera ancora
ma i giorni trascurati e rimandati

non torneranno con la stessa luce
Così mi spengo e immagino il giardino
letargo di oleandri e di mimose