Cinque, romanzo di Giovanni Petta

Uscito ieri per L’Erudita (marchio di Giulio Perrone Editore)
novembre 2017, isbn: 978-88-6770-316-6, , € 13,00

Cinque, romanzo di Giovanni Petta

Cinque lettere vengono recapitate a un editore. Un insegnante, un giornalista, uno storico della musica, un musicista di feste di piazza e un pensionato danno il loro parere su un romanzo in fase di pubblicazione. Il lettore si trova così di fronte a cinque diversi racconti, cinque storie narrate da altrettanti autori, che nascono, si intrecciano e si scontrano tra loro. Un sottile gioco letterario in cui le prospettive sono continuamente rovesciate e il lettore è chiamato a difendersi dalle trappole della scrittura. Nella speranza di giungere alla storia completa, ogni volta si troverà impigliato in frammenti di racconti che continuano a rinviare l’uno all’altro, come in una specie di labirinto. La storia di Stefania, protagonista del romanzo, diventa il pretesto per interrogarsi sul significato stesso di letteratura e capire fino a che punto ciò che viene raccontato rappresenti la realtà. Giovanni Petta riesce a creare, attraverso un meccanismo stilistico perfetto, un’avventurosa lettura in cui il confine tra verità e finzione rimane incerto fino alla fine.

Giovanni Petta racconta la sua terra, il Molise, con la satira (Turzotime, 2016), l’amore con la poesia (A, 2016, prefazione di alessandro Fo) e la vita con il romanzo (Acqua, 2017). allievo di Mogol, è autore dei testi de Il bivio di Sessano, il disco che racconta il Sud del secolo scorso e della contemporaneità.

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Eleven

di Giovanni Petta

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Piccole piogge attese e, nella terra,
la predisposizione dell’attesa,
il chiudersi sotteso a quella luce
che – basta poco – illumina i colori.

Tu sei l’autunno, rosso e giallo insieme,
che si prepara, vino e poi castagne,
all’esplosione, cuore e leggerezza,
di ciò che arriva presto in primavera.

Ed è nella tensione della voce.
il taglio dei capelli, i messaggini,
persino nei colori degli smalti

e in tutte quelle cose… donne… mamme…
che osservo l’esistenza farsi vera.
È lì la tua bellezza e della vita.