Omaggio a Pierluigi Cappello

Nell’ambito del progetto «Letture Effervescenti» – da un’idea di Alessandro Fo, Francesca Penta e Giovanni Petta – il Majorana-Fascitelli di Isernia rende omaggio a Pierluigi Cappello. Le riprese, il suono e il montaggio sono a cura degli studenti Aurelio Mazzocco, Antonio Izzo, Federica Patriarca, Marcella Antenucci. Partecipano i poeti Eraldo Affinati, Maria Elisa De Gregorio e Stefano Carrai. Conduce Alessandro Fo. Registrato il 16 febbraio 2018.

Io appartenevo al cielo – Omaggio a Pierluigi Cappello

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di Giovanni Petta

tavola vigilia

Tante persone, tante ne vorrei
in una sera senza tempo intorno
e senza niente, niente che distragga
dal cibo, dalle chiacchiere, dal vino

Un’aria attenta, morbida, profumo
di tutto ciò che porto da lontano
e che mi rende ora ciò che sono
in questo ritornare del presente

Persino le persone di un momento
sentite dentro, appena un po’ sfiorate,
a tavola, di fronte oppure accanto,

io le vorrei per chiedere se l’anno
che sta finendo, pigro e un po’ indolente,
è stato bello – e i figli come stanno?

Caffè del legionario premiato

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Caffè del legionario

di Giovanni Petta

Piccoli momenti, effervescenze
che delle vite poco ce ne importa…
Gli attori che già muovono le cose
le maschere più vere del reale

Camminare dà ossigeno al respiro
il luccichìo degli occhi esplode atteso
nel buio delle strade di Natale
delle città in provincia. Eppure niente

avviene nel momento o si protrae.
E la tua pelle – gioco divertente –
sa di equilibrio, pace ritrovata.

Il resto è dentro a tutte le parole
e un po’ dentro i silenzi da venire
punti sereni… che non serve dire

Cinque, romanzo di Giovanni Petta

Uscito ieri per L’Erudita (marchio di Giulio Perrone Editore)
novembre 2017, isbn: 978-88-6770-316-6, , € 13,00

Cinque, romanzo di Giovanni Petta

Cinque lettere vengono recapitate a un editore. Un insegnante, un giornalista, uno storico della musica, un musicista di feste di piazza e un pensionato danno il loro parere su un romanzo in fase di pubblicazione. Il lettore si trova così di fronte a cinque diversi racconti, cinque storie narrate da altrettanti autori, che nascono, si intrecciano e si scontrano tra loro. Un sottile gioco letterario in cui le prospettive sono continuamente rovesciate e il lettore è chiamato a difendersi dalle trappole della scrittura. Nella speranza di giungere alla storia completa, ogni volta si troverà impigliato in frammenti di racconti che continuano a rinviare l’uno all’altro, come in una specie di labirinto. La storia di Stefania, protagonista del romanzo, diventa il pretesto per interrogarsi sul significato stesso di letteratura e capire fino a che punto ciò che viene raccontato rappresenti la realtà. Giovanni Petta riesce a creare, attraverso un meccanismo stilistico perfetto, un’avventurosa lettura in cui il confine tra verità e finzione rimane incerto fino alla fine.

Giovanni Petta racconta la sua terra, il Molise, con la satira (Turzotime, 2016), l’amore con la poesia (A, 2016, prefazione di alessandro Fo) e la vita con il romanzo (Acqua, 2017). allievo di Mogol, è autore dei testi de Il bivio di Sessano, il disco che racconta il Sud del secolo scorso e della contemporaneità.

Eleven

di Giovanni Petta

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Piccole piogge attese e, nella terra,
la predisposizione dell’attesa,
il chiudersi sotteso a quella luce
che – basta poco – illumina i colori.

Tu sei l’autunno, rosso e giallo insieme,
che si prepara, vino e poi castagne,
all’esplosione, cuore e leggerezza,
di ciò che arriva presto in primavera.

Ed è nella tensione della voce.
il taglio dei capelli, i messaggini,
persino nei colori degli smalti

e in tutte quelle cose… donne… mamme…
che osservo l’esistenza farsi vera.
È lì la tua bellezza e della vita.