A

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È stata pubblicata, da Letteratura Alternativa di Asti, “A”, la raccolta delle poesie che raccontano l’Abbandono, l’Assoluto, l’Amore…

Con una prefazione di Alessandro Fo e la copertina di Antonio Tamburro.

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Becoming thinner

di Giovanni Petta

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Oggi di te mi manca proprio tutto
non solo quelle cose raccontatate
in chili e chili di stupidi versi
ma anche ciò che non riesco a dire

coi suoni e con il senso di parole
da mettere nel ritmo e raccontare.
Mi manca quella voglia e l’energia
che dentro i giorni tu mi rimandavi

dal tuo lavoro e dalle occupazioni
dal più normale e quotidiano impegno.
E mi stordisce quella tua distanza

mi rade al suolo quell’indifferenza
contare quanto un filo d’erba conta
nel prato che si allunga all’orizzonte

Cantieri abbandonati

di Giovanni Petta

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Lo so che oggi passerai di qui
in questo luogo fitto di parole
per rivedere ciò che hai distrutto
macerie di carezze e di illusioni

Io non mi sono mosso, ho raccattato
ogni momento amato e poi la rabbia
che segue al tonfo, al crollo ed alla resa
Tutto ho salvato, persino i materiali

che non aveva senso sistemare
negli angoli, a sostegno di pareti
per stanze ch’era meglio non aprire.

Ho fatto tutto questo per salvare
gli oggetti del “museo dell’innocenza”
senza speranza di ricostruire

In the box

di Giovanni Petta

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Che strano questo mio cercare invano
in spazi che non servono più a niente
le cose che hai toccato e che hai voluto
i desideri e poi gli oggetti veri

che hanno riempito i giorni e le occasioni.
Bellissima la bici parcheggiata
da un giugno ormai lontano con gli auguri
mai scritti… perché niente mi scrivevi

per non lasciare traccia, per paura
che un giorno io potessi ritrovare
ciò che poteva ora consolarmi

Non c’è un biglietto. Non ho una tua frase
che possa dimostrare che c’è stato
qualcosa, il niente, l’assoluto, il vuoto

Bianco

di Giovanni Petta

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Ogni cosa mi parla di te, ora
che sei lontana, stella del dolore
delle mani che non so più che farne
degli occhi ciechi senza che lo sguardo

trovi qualcosa da poter guardare.
L’anello tuo è ora simulacro
le tende che scegliesti insieme a me
e la consolle all’ingresso regalata

lo specchio mio del bagno immaginato
la biancheria del letto, il battiscopa
che di Provenza allude alla poesia.

Tutto nel bianco ora sono immerso
nel bianco che volevi, luce e vita
nel ricordo che brucia e che dilania

The end

di Giovanni Petta

finisce tutto finisce

Quando penso che ogni cosa ha una fine
che persino ogni vuoto sarà pieno
che è tornata già l’erba sul cemento
del piazzale da un anno abbandonato

Quando immagino la pelle di ieri
che non sento – ce n’è altra sul corpo –
e che l’acqua dentro il fiume che ho amato
non è quella che sul cuore ho tenuto

Quando penso che c’è fine a ogni cosa
quando penso che non torna mai niente
e che niente perdura, né rimane

mi convinco – dignità dolorosa –
a soffocare e poi a seppellire
ciò che vive e che non vuole morire

 

Mentre dormi

di Giovanni Petta

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Qui c’è una vita che s’inventa il giorno
mentre dormi ed io non so dormire
mentre sogni – perché lo so che sogni –
nello spavento dell’onda e del vento

Qui c’è una vita che s’inventa il dopo
dopo un settembre disastroso e orrendo
mentre sogni ed io non so sognare
nella pioggia gelida del glicine

Mentre dormi in un’isola lontana
di un mare che non posso attraversare
manchi come un accordo spettinato

come carezza che non può aspettare
come l’avvenire che il tempo sfiora
È notte, mentre dormi, è notte amore