Lettera da Firenze

di Alessandro Fo

Magritte, Rene, The castle of the Pyrenees, 1959_0

…e grazie dell’invito alla poesia
su Mailyn Monroe…
Ci provo, ma non so
che saprò dire.

In questo mio non facile momento
ho ancora il cuore tutto petillante
di parole d’affetto

Inavvertiti, sono giunti i Sessanta
e – sai che c’è? – non sarebbe perfetto
che tu e i miei Lapi ed io
fossimo presi per incantamento?
Ma per davvero. Un castello di Atlante,
e vivere soltanto di poesia.

La sera, andando a letto,
solo due gocce di versi. E dormire.

 

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da «Esseri umani», L’arcolaio editore, 2018

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Norma

di Giovanni Petta

610_monroe_intro

Nell’anima di gente strepitosa
c’è spesso un po’ d’inferno che non cede
a spinte di bellezza, a tentativi
di chi vorrebbe il bene dentro il bene.

La vita è sempre strana, non si prende.
E i movimenti, il tono della voce,
l’incanto di chi ha il dono della luce
che viene dagli abissi misteriosi

d’infanzie fatte apposta per colpire
chi vive nella norma del presente:
tutto s’incastra in forma di romanzo.

Ma che peccato il perdersi nel niente,
sparire dalla vita e dal godere
ciò che si esprime senza sforzo alcuno.

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In UMANA, TROPPO UMANA, poesie per Marilyn Monroe a cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo, Nino Aragno Editore, 2016