Tu dormi accanto a me così io mi inchino

di Valerio Magrelli

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Tu dormi accanto a me così io mi inchino
e accostato al tuo viso prendo sonno
come fa lo stoppino
da uno stoppino che gli passa il fuoco.
E i due lumini stanno
mentre la fiamma passa e il sonno fila.
Ma mentre fila vibra
la caldaia nelle cantine.
Laggiù si brucia una natura fossile,
là in fondo arde la Preistoria, morte
torbe sommerse, fermentate,
avvampano nel mio termosifone.
In una buia aureola di petrolio
la cameretta è un nido riscaldato
da depositi organici, da roghi, da liquami.
E noi, stoppini, siamo le due lingue
di quell’unica torcia paleozoica.

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Cy Twombly, senza titolo

Una ragazza texana al funerale di suo padre

di Randy Newman

Poured Painting 1963 by Hermann Nitsch born 1938

Eccomi… persa nel vento
navigando in un girotondo
come una nave che non arriva mai
Eccomi qui… con me stessa

Quanto vorrei una canzone triste
per un uomo buono
per me
per un marinaio a mille miglia dal mare

Eccomi… lungo la pianura
mentre il sole sta tramontando
e sta cominciando a piovere.
Dai papà… salpiamo

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traduzione di Giovanni Petta
Hermann Nitsch, Poured Painting 1963

La vita dei bicchieri e delle stelle

di Giuseppe Grattacaso

B IV 1971 by John Golding 1929-2012

La vita dei bicchieri e delle stelle,
tutta gentile e tutta risplendente
brillante di gas elio o detergente,
è quello che noi siamo e non sappiamo,
bagliore nello spazio quotidiano,
l’immediato presente e il più lontano,
è l’esistenza senza alcun confine
nell’universo, il gesto luminoso
della mano, il raggio che ci sfiora
e che si apparta, il cielo che rivela
la nostra carne terrena e siderale,
lo scompiglio del fiato universale.

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John Golding, B IV 1971

Vieni al davanzale, amore, posa

di Davide Rondoni

Untitled 1969 by Mark Rothko 1903-1970

Vieni al davanzale, amore, posa
la testa alla mia e vedi
quale inclinazione ha il mondo,

dove vanno a finire le colline, i giorni
e le persone.

La luna sui campi, sulle auto
animali stanchi,
brucia alzandosi e il cielo
ci supera, i suoi stemmi d’argento –

Stai esposta al mio davanzale, non chiudere
gli occhi belli come la solitudine dei voli
non pensare mai: siamo soli

nella strana luce, nella segreta
inclinazione

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Mark Rothko, Untitled 1969

Angelo defilato

di Alessandro Fo

Untitled 1952 by Oskar Fischinger 1900-1967

Sabato notte d’estate sul corso,
gente come fuochi d’artificio:
tutto, fra i trucchi e le pelli abbronzate,
i look tirati, le mise più smaccate,
grondava sfoggio caricaturale.

Serenamente solo,
speravo di incontrare,
l’angelo-donna che è sempre da sola,
breve, raccolta, di braccia sottili,
capelli corti nero a pagliaccetto,
che sopra gli altri come aquila vola.

Lei non era capace
forse di unirsi – come me – a quei riti
o, più semplicemente, era già a letto.

Ma la pregava il mondo dei gentili
che, comparso tra i fili
di quelle traiettorie scombinate,
uno dei suoi umili sorrisi
si rivelasse ragione di pace.

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Oskar Fischinger, Untitled 1952

Il signor Beringer

di Yehuda Amichai

Body Techniques (after Parallel Stress, Dennis Oppenheim,1970) 2007 by Carey Young born 1970

Il signor Beringer, a cui è morto il figlio
sul Canale di Suez, che stranieri
scavarono per far passare le navi nel deserto,
passa con me per la Porta di Giaffa.

È dimagrito molto: ha perso
il peso di suo figlio.
Per questo ora galleggia nei vicoli leggero
e nel mio cuore s’impiglia come i rami
sottili alla deriva.

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Carey Young, Body Techniques 2007

Il canto della durata

di Peter Handke

Blue Spot 1966 by Bernard Cohen born 1933

Il canto della durata è una poesia d’amore.
Dice di un amore al primo sguardo
seguito da numerosi altri sguardi.
E questo amore
ha la sua durata non in qualche atto,
ma piuttosto in un prima e in un dopo,
dove, per il diverso tempo del quando si ama,
il prima era anche un dopo
e il dopo anche un prima.
Ci eravamo già uniti
prima di esserci uniti,
continuavamo a unirci
dopo esserci uniti
giacendo così per anni
fianco a fianco, il respiro nel respiro
uno accanto all’altra.
I tuoi capelli bruni si coloravano di rosso
e diventavano biondi.
Le tue cicatrici si moltiplicavano
e diventavano poi introvabili.
La tua voce tremava,
si fece ferma, sussurrava, trasaliva,
si volgeva in una cantilena,
era l’unico suono nella notte del mondo,
taceva al mio fianco.

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Bernard Cohen, Blue Spot 1966